Conservazione della biodiversità. Questa è la prima legge della cultura sostenibile promossa da Domori. Sin dalle sue origini, l’azienda si batte contro l’estinzione delle varietà pregiate di cacao e del loro habitat naturale: la foresta pluviale.
Farlo significa battersi allo stesso tempo per la dignità dell’uomo. Il cuore della filiera produttiva è in Venezuela, a Paria, dove la piantagione Domori è considerato un vero e proprio patrimonio internazionale della cultura del cacao, un centro di recupero della biodiversità del cacao Criollo.
La materia prima, anche se la più pregiata, non basta. Per dare vita a un cioccolato esclusivo bisogna saper osare. Ricercare nuove idee, provare nuovi macchinari, sperimentare nuovi metodi di produzione – preferibilmente a impatto sostenibile, come la tostatura a basse temperature – per esaltare le straordinarie note aromatiche dei cacao fini più prestigiosi. Proprio quello che accade ogni giorno nella sede Domori di None, in provincia di Torino, dove le intuizioni e l’estro del gourmet Gianluca Franzoni trasformano il cacao fine scrupolosamente selezionato in raffinati capolavori di bontà.
Dopo il crescente successo presso il consumatore finale, oggi anche pasticceri, maître-chocolatier e gelatieri hanno dimostrato un grande apprezzamento per le caratteristiche del cioccolato Domori. La richiesta sempre crescente da parte dei professionisti del settore e l'assenza ad oggi di punti di riferimento di qualità in questa specifica area sono stati i presupposti per la creazione di una nuova linea labo. Un progetto di grande importanza strategica ed entità. Il prodotto, gocce da 2 grammi, viene proposto in una varietà di formati studiata appositamente per andare incontro alle esigenze più specifiche dei professionisti e anche il ciclo di produzione è specifico, in particolare durante le fasi di raffinazione e concaggio, per conferire al prodotto finale quell’elasticità o più semplicemente quella lavorabilità richiesta nelle applicazioni del maestro pasticcere e maître-chocolatier.